
Alla vigilia del 6 novembre il “déblocage” è diventato un “adieu” o, tutt’al più, un “au revoir”. Mentre gli irriducibili del Novello e del Beaujoles aspettano questa data per esprimere in anteprima un giudizio qualitativo sulla vendemmia appena conclusa (i francesi dovranno aspettare due settimane in più), noi, dopo vent’ anni, abbiamo preso la difficile quanto ineluttabile decisione: quest’anno niente Novello.
Anche se siamo stati fra i primi in Puglia a produrlo verso la fine degli anni 80, questa volta abbiamo preferito risparmiare a quei valorosi e selezionati grappoli di Negroamaro di sottoporsi ai faticosi 10 giorni di macerazione carbonica e di concedere loro il tempo necessario per trasformarsi in un vino più “deciso”. Bottiglie che probabilmente mancheranno agli amanti dei profumi primari, a chi non sa con che cosa accompagnare le caldarroste, a coloro che considerano oramai il Novello un rituale, un simbolo dell’autunno. E ai Salentini che aspettano impazienti di festeggiare San Martino.
Poco male, le alternative non mancheranno. Se proprio non potrete farne a meno, ottimi Novelli pugliesi si troveranno abbastanza facilmente in enoteca, altrimenti volendo optare comunque verso un vino non impegnativo dal carattere soffice, rotondo e profumato, consiglio vivamente il nostro Negroamaro (linea dei Classici) come compagno per le fredde serate invernali. Annata 2008, decisamente “nouveau” per questo grande vitigno del Salento.
Peccato, è la prima volta che non potrò degustastare il vs.Novello. Forse sono stato uno dei primi consumatori da quando lo avete prodotto negli anni 80. Acquistavo diverse confezioni da 6 bottiglie che bevevo a tutto pasto durante tutto l’inverno in modo gradevole,plaudendo ogni volta alla vs.maestria, in quanto precursori del Novello in Terra del Salento e per gli altri ottimi vini che avete sempre prodotto. In particolare, aver valorizzato e fatto conoscere in Italia e all’estero un vino come il Negroamaro,vitigno autoctono di gran pregio e dalle grandi potenzialità, vi fa onore insieme ad altri produttori salentini di gran lustro che operano sul territorio. Un mio particolare ringraziamento che rivolgo alla Fam.Cantele è quello di averci sublimato con lo Chardonnay ed in generale con la produzione del vino bianco, che a mio parere ha pochi eguali in Puglia, conseguenza di una tradizione e maestria che certamente papà Cantele da buon veneto ha trasferito nel Salento, dove il vino bianco non si carettirazzava certamente per le buone qualità.
Ritornando sul Novello! La vs. decisione, con rammarico la condivido pensando che negli ultimi anni la qualità del prodotto(non vale per voi naturalmente) si è notevolmente compromesso, allorquando diversi produttori hanno annacquato il Novello con vino residuo dell’anno precedente, in percentuali che ne hanno svilito l’origine stesso del prodotto. Mi piacerebbe sapere la vostra opinione in merito.
Quindi, la scelta aziendale di “risparmiare i valorosi grappoli di negroamaro alla macerazione carbonica per trasformarli in un vino più deciso” è da sottoscrivere, nell’attesa di degustarlo intorno ad un bel tavolo bandito di leccornie salentine.
Auguri per il vs. lavoro e grazie della felicità dataci dai nobili vini Cantele!
Saluti da Omero, non mi ritengo un esperto di vini, ma….mi lascio trasportare dall’odore e dal palato.
Gentile Omero, grazie davvero per il suo bellissimo commento e per tutti i complimenti. Per quanto riguarda il Novello, anche a noi un po’ dispiace non farlo dopo tanti anni, ma abbiamo pensato che fosse arrivato il momento di focalizzare l’attenzione e le risorse sugli altri vini della nostra produzione. La possibilità di usare anche annate precedenti è un’opzione che riguarda non solo il Novello ma tutti i vini a IGT i quali, secondo il disciplinare, possono essere tagliati nella misura massima del 15% con vini di annate diverse. Anche se, onestamente, non avrebbe molto senso farlo, soprattutto nel caso del Novello. Come ha detto bene lei, si perderebbe il senso, si svilirebbe l’origine di questa tipologia di vino. Ad ogni modo, per quest’anno, niente Negroamaro “nouveau”. Poi, mai dire mai….
Un caro saluto.