Gennaio è sempre un mese particolare. Subito dopo i “bagordi” natalizi, che quest’anno mi hanno visto stappare non poche meravigliose bollicine (alcune di queste bevute durante la fantastica cena organizzata da Gianfranco e Simona Fino, bravissimi produttori di Primitivo di Manduria), si presentano due appuntamenti molto importanti: le potature dei vigneti e l’imbottigliamento dei primi vini della vendemmia da poco conclusa. Le potature vengono fatte verso la fine di gennaio e rappresentano i primi passi di un percorso lungo e affascinante che si conclude nel periodo agosto/settembre con la raccolta delle uve. Un’ operazione importante per la regolazione dell’equilibrio vegetativo e produttivo della vite, indispensabile per l’impostazione quantitativa e qualitativa del vigneto.
I primi vini pronti per essere imbottigliati in questo periodo, invece, sono lo Chardonnay e il Rosato di Negroamaro, in questo caso entrambi con annata 2009.
Nonostante le cure e le attenzioni con cui si lavora durante l’anno e le prime confortanti degustazioni di novembre, c’è sempre una certa apprensione per il risultato finale. I due vini rappresentano infatti una prima fotografia della vendemmia e un’idea di tutta la produzione della stessa annata. In modo particolare il rosato può dare delle indicazioni importanti su come saranno i rossi a base di Negroamaro che saranno imbottigliati non prima di due, tre anni.
Chardonnay: note floreali, di tiglio e magnolia e ancora di mela e albicocca. Un’alcolicità non invadente (12,5% vol) e una sapidità che mi fa pensare ad un abbinamento con piatti di pesce non troppo elaborati. Ma sono i profumi del Rosato a sorprendermi ogni anno e che confermano la grande capacità, il grande potenziale qualitativo del Negroamaro. Petali di rosa, geranio, fragola e ciliegia creano un bouquet unico, intenso e persistente. Abbinamento a (quasi) 360° per una tipologia di vino dalla grande versatilità in cucina.
Sono solo le mie prime e personalissime impressioni su questi due vini che saranno commercializzati a partire dalla prossima settimana. Mi farebbe molto piacere conoscere le vostre impressioni e i vostri abbinamenti. Troverete il Rosato e lo Chardonnay 2009 nelle enoteche, nei ristoranti o, in alternativa, potete venire a trovarci in cantina e degustarli insieme a noi.
Vi aspettiamo!
mi sembra di sentirli i profumi di cui parli, del resto il vostro è un rosè sorprendente,caldo,come la terra che lo genera, e a sentirti parlare rivive il piacere della visita in cantina e dell’emozione a guardare i vostri vigneti a perdita d’occhio
Grazie mille Carla, spero di rivederti presto qui da noi. Magari il rosato lo beviamo insieme! Continua a seguirci anche tramite la newsletter: http://www.cantelevini.com/winexperience
Alla prossima!
salve Paolo,ci siamo sentiti telefonicamente in mattinata per il pranzo Slow Food e la curiosità mi ha spinta a guardare il blog di cui mi hai parlato e l’ho trovato molto interessante,complimenti per il rosato ,di cui sono una fan da molto tempo,perchè oltre che apprezzarne il bouquet accattivante ,ritengo che abbia un ottimo rapporto qualità-prezzo,il che non guasta mai!! grazie ancora per la tua disponibilità ,giulia cannarozzi
Grazie a te Giulia, spero di incontrarti presto. Vieni a trovarci!