Prima Facebook, poi Twitter quindi il blog con tutti gli altri social network annessi. Lo ammetto, sono completamente “addicted” da tutto ciò che vibra nel World Wide Web. Comunicare il vino, il territorio, parlare di Puglia non nasce solo da un forte sentimento di responsabilità (produrre e commercializzare un vino con un’etichetta su cui c’è scritto Salento/Puglia è un po’ come indossare la maglia della nazionale, soprattutto quando si valicano i confini del Bel Paese), ma anche da un reale desiderio di far conoscere le ricchezze di una regione forse ancora poco conosciuta.
E visto che abbiamo deciso di non farci mancare proprio nulla, a partire da questo mese ci sarà anche una newsletter che abbiamo voluto chiamare Cantele Winexperience. Un appuntamento mensile in cui si parlerà dei nostri vini, ma non solo. Immagini, foto, video e disegni racconteranno i suoni e i colori di un territorio affascinante, sapori di terra e di mare che si fondono insieme dando vita a piatti unici e caratteristici. Un percorso attraverso il quale andremo alla scoperta del Salento (e della Puglia), dei suoi paesaggi e della sua cultura. Vi racconteremo le storie più caratterizzanti affinché possiate viverle anche a centinaia di chilometri di distanza.
Sapori di terra e di mare dicevamo. A partire dal mese di febbraio infatti, presenteremo Le Ricette dell’Orso. Undici piatti di cucina territoriale rivisitati dallo chef dal “marmiton” Orso (personaggio tutt’altro che virtuale, ma questo lo scoprirete più in là…) e che verranno illustrati dai disegni e dalle foto di Elisa Costa. Il tutto, ovviamente, accompagnato dalle degustazioni dei nostri vini in abbinamento al piatto del mese.
Continuate a seguirci, vi aspettiamo! Per iscrivervi cliccate qui
ORSO E’ DIVENTATO CHEF? DA QUANDO…. QUESTA CI MANCAVA…!!!
Un grande chef direi, caro Anto. Continua a seguirci e vedrai che riusciremo a convincerti!
LA MIA NON ERA UNA CRITICA E CHE CONOSCENDOLO PIU O MENO BENE MI MERAVIGLIAVO, NON SAPEVO AVESSE ANCHE QUESTA QUALIFICA…CHEF??? COMPLIMENTI ORSO
Anto(nio?), non credevo che utilizzare il termine “chef” potesse provocare delle rimostranze o, ancor di più, mancare di rispetto ad una figura professionale di tale importanza (anche se ritengo che la bravura e la classe di Orso non farebbero fare una così brutta figura alla categoria dei cuochi professionisti). Faccio ammenda e cambio titolo: le ricette del “marmiton” Orso. Può andare?
Ad ogni modo mi farebbe piacere avere il tuo parere sulla prima ricetta che posteremo a breve su questo blog.
Saluti.
Mi piacerebbe più “le ricette di Frate Orso”, poi ci fai anche il calendario di Frate Orso indovino
Chef è una figura PROFESSIONALE responsabile della cucina ed è il “capo” o meglio si trova al vertice della piramide funzionale dell’organizzazione di cucina. Il termine marmiton è uno che cucina “fai-da-te”; e comunque esiste una associazione internazionale, Les Marmiton, ha sette organizzazioni in cinque paesi.
Ogni organizzazione è limitata a 100 individui ma l’insieme dei membri è molto stimato. Che per caso lui ne faccia parte? Bah non credo…
Caro Anto, noto con piacere che anche questa volta sei stato preciso e puntuale nel tuo intervento. Ovviamente Orso non è un marmiton (l’ho virgolettato infatti), ma voleva essere solo un’ ironica provocazione alla tua giusta osservazione.
Che fatica fare il blogger….;-)
@ Michele: frate?? Dopo i rimproveri di Anto ci manca solo una scomunica da parte di qualche vescovo!
DAI TUTTO SOMMATO COME VEDI LA CHAT FUNZIONA….E SOLO CHE CREDO CHE BISOGNA DARE A CESARE QUEL CHE E DI CESARE SE UNO NON E CHEF PERCHE NON HA FATTO LE SCUOLE PER DIVENTARLO PERCHE CHIAMARLO CHEF????TUTTO QUI, IL SUCCO DEL MIO DISCORSO . POI POSSIAMO CHIAMARLO COME VOGLIAMO PERCHE NON METTO IN DUBBIO CHE LE SUE RICETTE POSSANO PIACERVI, E SOGGETTIVO….NON LO CHIAMIAMO CHEF QUANDO CE NE SONO 2000 LI FUORI CHE FANNO LE SCUOLE PER DIVENTARLO IN MANIERA PROFESSIONALE…. GRAZIE…TI SALUTO….
Scusate, ma io non sto capendo niente… Chi è Orso? Non si tratta di fumetti? A me non importa chi scrive le ricette, mi basta che siano buoni i piatti, o no?
@Anto: Mia nonna cucina benissimo (per me è la migliore Chef del mondo) avendo frequentato solo le elementari. Che faccio? Le dico di smettere di preparare il pranzo domenicale non avendo la giusta qualifica?
@Anto: le tue precisazioni danno l’idea che tu sia un pò “rosicone”, altrimenti non si spiegherebbe la tua assoluta incapacità a capire che ciò di cui si parla è solo un modo divertente di proporre una ricetta, dal momento che qui nessuno vuole assegnare titoli o dare patenti di professionalità. E poi un ripasso di netiquette: usare il caps lock equivale a urlare e questa non è una chat.
Non credo di conoscere anto, e lui forse non conosce me
!
incontriamoci.
potrei elencare molti chef stellati che non hanno fatto il percorso di studi che “l’amico” anto dice.
Anche se orso è un personaggio reale, qui è un fumetto, allora mi chiedo, ma si può discutere con questi toni su di un fumetto?
ahahahahahahaahahah
suvvia………..mi auguro che una volta letta e preparata la ricetta, allora si che si discuta.
se poi non vi convince, tutti a casa mia!!!
grazie
orso
Orso è un grande conoscitore della gastronomia nazionale ed internazionale, con esperienza ed amicizia di altissimo livello tra star internazionali della cucina che gli riconoscono una competenza ed una passione non comune. per cui…chiamarlo solo chef…è una diminutio….
Grazie Antonio, Orso ne sarà contento. Ed io non posso che sottoscrivere.
Grazie…………..sono già color Negroamaro.
Se posso dire qualcosa riguardo alla ricetta di Orso del polpo alla pignata vi dico che io l’ ho preparata ed era fantastica. In particolare il passaggio in padella con le olive nere, che per quella che è la mia esperienza nel campo delle ricette tradizionali salentine mi sembra piuttosto innovativo, da un qualcosa in più. Io però ho usato le olive salentine. Che dici Orso possono andare ?
Grazie per l’apprezzamento Paola.
Le olive utilizzate nella ricetta sono allevate, raccolte e trasformate nel salento, e per esattezza nelle campagne limitrofe il comune di Martano.
Il modo si conservarle (in olio extravergine e aceto) è tipicamente greco.
Ciò che mi interessava ( oltre all’oliva in se stessa e che si è comunque rilevata perfetta in abbinamento al polpo), era quella nota vivace che l’aceto utilizzato nella conservazione delle Kalamata dava al piatto; spezzava la dolcezza del polpo, rendendo il risultato finale gradevole.
Sicuramente anche le olive nere salentine vanno benissimo.
Continua a seguirci………… vista la tua competenza e iniziativa nel proporre varianti interessanti, potresti aiutarmi nell’ideare nuovi piatti.
a presto
orso
Per giugno piatto dai profumi mediterranei !