L’Australia alla scoperta del Primitivo e del Negroamaro

by paolo on 23 luglio 2010

yalumbaRicevere visite in cantina rappresenta un aspetto piacevole di questo lavoro, sebbene a volte risulti essere abbastanza impegnativo. Ci piace accogliere nel migliore dei modi chiunque abbia voglia di conoscere la nostra realtà. Enotecari, ristoratori, distributori, appassionati, enoturisti. A volte capita di ospitare anche chi fa il nostro stesso lavoro, magari in paesi lontani e apparentemente diversi dal nostro.

Davvero molto interessante la visita di ieri da parte di Ashley Ratcliff, Robert “Fred” Strachan e James Freckleton, viticulture and vineyard managers di Yalumba, una delle più grandi aziende vinicole australiane, con una produzione annua totale pari a circa 19 milioni di bottiglie! Quasi un mese in giro per il Vecchio Mondo e per l’Italia in particolare per studiare da vicino le caratteristiche del nostro terroir e dei nostri vitigni autoctoni. Da Barossa Valley sino al Salento per parlare di Primitivo e di Negroamaro, di Salice Salentino e dei rosati pugliesi. Quattro ore di vero e proprio scambio culturale in cui i tre australiani hanno avuto modo di visitare i nostri vigneti e assaggiare l’intera produzione. Particolarmente entusiasti per il Rosato, il Teresa Manara Negroamaro, lo “strano” blend di Primitivo e Negroamaro (Amativo) e per l’Alticelli Fiano. Dite che fra qualche anno troveremo in commercio un Negroamaro made in Australia? Chissà…

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Fabio 23 luglio 2010 alle 15:50

Dici che potremmo vedere un Negroamaro made in Australia? I tipi della Yalumba, sono venuti per questo? Per capire se il vitigno può essere interessante per l’Australia?

Paolo Cantele 2 agosto 2010 alle 15:35

Onestamente non lo so. Sono venuti soprattutto per vedere cosa succede nel Vecchio Mondo e avere informazioni dirette sui vitigni autoctoni italiani. Ritengo comunque sia sempre importante confrontarsi con diverse realtà viticole.

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