Ricevere visite in cantina rappresenta un aspetto piacevole di questo lavoro, sebbene a volte risulti essere abbastanza impegnativo. Ci piace accogliere nel migliore dei modi chiunque abbia voglia di conoscere la nostra realtà. Enotecari, ristoratori, distributori, appassionati, enoturisti. A volte capita di ospitare anche chi fa il nostro stesso lavoro, magari in paesi lontani e apparentemente diversi dal nostro.
Davvero molto interessante la visita di ieri da parte di Ashley Ratcliff, Robert “Fred” Strachan e James Freckleton, viticulture and vineyard managers di Yalumba, una delle più grandi aziende vinicole australiane, con una produzione annua totale pari a circa 19 milioni di bottiglie! Quasi un mese in giro per il Vecchio Mondo e per l’Italia in particolare per studiare da vicino le caratteristiche del nostro terroir e dei nostri vitigni autoctoni. Da Barossa Valley sino al Salento per parlare di Primitivo e di Negroamaro, di Salice Salentino e dei rosati pugliesi. Quattro ore di vero e proprio scambio culturale in cui i tre australiani hanno avuto modo di visitare i nostri vigneti e assaggiare l’intera produzione. Particolarmente entusiasti per il Rosato, il Teresa Manara Negroamaro, lo “strano” blend di Primitivo e Negroamaro (Amativo) e per l’Alticelli Fiano. Dite che fra qualche anno troveremo in commercio un Negroamaro made in Australia? Chissà…
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Dici che potremmo vedere un Negroamaro made in Australia? I tipi della Yalumba, sono venuti per questo? Per capire se il vitigno può essere interessante per l’Australia?
Onestamente non lo so. Sono venuti soprattutto per vedere cosa succede nel Vecchio Mondo e avere informazioni dirette sui vitigni autoctoni italiani. Ritengo comunque sia sempre importante confrontarsi con diverse realtà viticole.