Se pensiamo alla Puglia o più nello specifico al Salento vitivinicolo, la prima cosa che ci salta in mente è il vino rosso o rosato ottenuto dalla vinificazione del Negroamaro e del Primitivo, tralasciando erroneamente le varietà autoctone a bacca bianca presenti sul nostro vocatissimo territorio. Fra queste, troviamo la “cenerentola” della viticoltura pugliese: la Verdeca.
Varietà dalle origini incerte, con ogni probabilità fa parte di quei vitigni importati dai tanti conquistatori venuti da oriente e che per secoli hanno abitato e popolato la nostra amata Puglia. Vitigno storico, coltivato da tempi oramai remoti nella zona della provincia di Brindisi a ridosso con quelle della provincia di Taranto (Martina Franca, Locorotondo, Gravina, Cisternino e Ostuni). Zona conosciuta come Valle d’Itria. In questa area la Verdeca ha trovato il suo ambiente pedoclimatico ottimale, tanto da risultare il vitigno principe della zona. Negli ultimi anni ha riscontrato interessanti sviluppi anche nell’areale vitivinicolo del nord Salento, territorio collocato tra le provincie di Lecce e Brindisi.
La Verdeca è una bella pianta. Si presenta vigorosa, con un grappolo di dimensioni medie e forma conica. Gli acini, di medie dimensioni, risultano serrati e tendenzialmente rotondi. Il colore della buccia…è nel suo nome. In passato era coltivata per la sua vigoria, le alte produzioni e per la sua rusticità. Le caratteristiche produttive e chimico fisiche, la rendevano varietà ideale per ottenere produzioni neutre, ottime basi per vermouth e altre tipologie di vini. In definitiva un vino da “cisterna” destinato ad essere venduto fuori regione. Un destino non proprio sorridente per questa varietà e per la sua compagna di avventura, il “bianco d’Alessano”.
L’evoluzione della tecnica vitivinicola in campagna prima, quella enologica in cantina poi e si scopre che, opportunamente coltivata e lavorata, la storica e generosa Verdeca può dare origine a piacevolissime produzioni di quei vini che arrivano giusto in tempo per la primavera e che ci accompagnano nella piacevolezza di tutta la stagione estiva.
A partire da questa settimana troverete la nostra Verdeca nei migliori ristoranti e negozi specializzati.
Descrizione varietale
Sinonimie e omonimie
Verdone, Verdicchio femmina, Verdera, Verde, Albese bianco, Verdicchio bianco, Verdisio bianco, Verdesca,
Caratteristiche ampelografiche del vitigno
Apice del germoglio espanso lanuginoso, di colore verde con bordi leggermente carminati.
Foglia di media/grande dimensione, orbicolare, intera tri o quinquelobata. Seno peziolare con bordi sovrapposti, seni laterali superiori a lira, quelli inferiori a V stretta. Lembo piano a superficie liscia, pagina inferiore lanuginosa con nervature setolose, rosso vinose alla base. Grappolo di medie dimensioni, conico, provvisto di 1 o 2 ali, con peduncolo visibile, grosso, semilegnoso.
Acino medio, sferoidale leggermente ovale, Buccia pruinosa, di medio spessore, tenera, colore dell’epidermide verde biancastro. Polpa succosa si sapore neutro.
Fenologia
Germogliamento: media
Fioritura: media
Invaiatura: tardiva
Maturazione: media-tardiva
Attitudini agronomiche e colturali
Portamento della vegetazione : abbastanza assurgente
Vigoria : buona
Peso medio del grappolo: medio-elevato (190-290 g.)
Fertilità delle gemme: 2 tavolta 3
Esigenze ambientali e colturali
Vitigno molto generoso e quindi eccessivamente produttivo, soprattutto nei terreni fertili, profondi e freschi. Predilige comunque terreni tendenzialmente siccitosi che garantiscono un contenimento del vigore e l’ottimizzazione della maturazione. Non teme la siccità. Al contrario, i terreni umidi in maturazione oltre ad abbatterne la qualità condizionano negativamente in termini di sanità dell’uva. Predilige alte fittezze d’impianto abbinate al cordone speronato.
Sensibilità alle malattie e alle avversità
Buona la tolleranza al freddo. Normale la resistenza verso oidio e peronospora, discreta nei confronti delle altre avversità.
(Note agronomiche di Cataldo Ferrari)
(Ricerche bibliografiche di Cosimo Ricciato)

La Verdeca è sempre stata il mio abbinamento preferito per il pesce e i frutti di mare, crudi. Non vedo l’ora di assaggiare questa novità progettata dal grande Gianni e così ben presentata da Paolo!
Grazie mille per i complimenti Paolo! Spero tu possa trovare presto la Verdeca anche a Milano.
Continua a seguirci!