Ci siamo, la stagione dei vini bianchi è arrivata. Per “stagione” s’intende quel periodo ideale che ci permette di consumare un piacevole bicchiere di vino bianco godendone per intero tutte le sue caratteristiche. A rafforzare questa convinzione c’è anche la voglia di lasciarsi alle spalle la stagione invernale che, mai come quest’anno, ci ha accompagnato con il suo freddo e con qualche bicchiere di buon vino rosso abbinato alle pietanze tipiche della stagione appena trascorsa. Se poi per bianco abbiamo un vino ottenuto con il vitigno Fiano, l’appagamento sarà totale, indipendentemente se questo lo degustiamo come aperitivo, oppure in abbinamento al tipico piatto di stagione.
Il Fiano è da considerare uno dei vitigni a bacca bianca tra i più interessanti e pregiati del Sud Italia e, come la gran parte dei vitigni presenti sul nostro territorio, anche il Fiano ha quell’alone di mistero che avvolge la sua origine. A riguardo, il “nostro” Fiano si è reso protagonista sin dal 1600 quando creava un’assoluta confusione a studiosi e ampelografi dell’epoca che cercavano di attribuirgli un’identità propria. Tra le varie ipotesi portate avanti, la più attendibile e veritiera conferma chiare origini Greche, esattamente da Apia, antica località del Pelopenneso. Inoltre a rendere “quasi” probabile questa tesi, tra l’altro mai del tutto smentita, è la sua dubbia appartenenza alla famiglia delle uve apianae (moscati), così denominate perché particolarmente appetite dalle api durante la piena maturazione. Ad oggi, non si è ancora riusciti a risalire con esattezza alle sue origini e al perchè del nome Fiano.
In Italia i primi insediamenti del vitigno Fiano si registrano in Campania, precisamente nelle zone intorno a Lapio (AV), insediamenti dovuti, grazie a colonie di greci che all’epoca cominciarono ad importare anche nuovi vitigni. La sua diffusione ha avuto inizio dalla Campania che ne risulta essere la sua terra natia italiana. Con il passare del tempo si è diffuso in quasi tutte le altre Regioni del sud-est della penisola, specialmente in alcune zone di Basilicata e Puglia. Oggi la coltivazione del Fiano è concentrata particolarmente in Campania, nelle zone vitivinicole della provincia di Avellino, (dove gli e’ stata riconosciuta nel 2003 la Docg) e in quella di Benevento, denominata Sannio. Fuori da questo lembo di terra, coltivazioni di Fiano degne di un certo interesse si possono trovare in Basilicata e in Puglia, più marginale invece la sua presenza in Molise, Abruzzo e nel Piceno (Marche).
Piccola curiosità intorno alla sua presenza in Puglia: si presume che il Fiano sia arrivato in Puglia, nella zone intorno a Manfredonia, alla fine del XIII secolo, ad opera del Re di Sicilia con l’intenzione di impiantare la famosa vigna del Re Carlo II d’Angiò.
Conosciuto con i sinonimi di Fiana, Foiana, Fiore mendillo, Uva latina, Latina bianca, Santa Sofia e Minutola, il Fiano si presenta con una pianta di buona vigoria, predilige terreni sciolti e di origine vulcanica. Il suo grappolo di medio-piccole dimensioni risulta poco compatto e, di conseguenza, poco predisposto all’instaurarsi di muffe. Matura intorno dopo la metà di settembre e i primi di ottobre.
Nei prossimi giorni sarà disponibile la nuova annata (l’ottava) del nostro Fiano Alticelli. Troverete la vendemmia 2011, con una una nuova veste grafica, nelle migliori enoteche, negozi specializzati e ristoranti.
Descrizione varietale
Sinonimie e omonimie
Apiano, Fiana, Latino, Fiana, Fiore Mendillo, Santo Sofia.
Caratteristiche ampelografiche del vitigno
Apice del germoglio: espanso, cotonoso di colore biancastro, curvo.
Foglia: medio-grande, di forma orbicolare, polimorfa, spesso pentalobata ma anche trilobta o intera. Foglia di colore verde intenso, con pagina superiore liscia e inferiore cotonosa.
Grappolo: piccolo-medio, piramidale, con un’ala ben pronunciata e mediamente serrato.
Acino: piccolo-medio di forma ellissoidale con buccia poco pruinosa e consistenza coriacea. Il colore è giallo dorato con sfumature ambrate sulla parte rivolta verso il sole.
Fenologia
Germogliamento: medio-precoce
Fioritura: media-precoce
Invaiatura: media
Maturazione: media
Attitudini agronomiche e colturali
Vigoria : elevata
Peso medio del grappolo: medio-elevato 240 g (150-390 g)
Peso medio acino: 1,6 g (min. 1,4-max1,9 g)
Peso medio del rachide: 10 g.
Numero di semi per acino: 1-2
Fertilità delle gemme: 1-2
Esigenze ambientali e colturali
Si adatta bene ai diversi tipi di terreno, ma si esprime al meglio in quelli sciolti e profondi. La produzione è regolare. Soggetto ad acinellatura se piove durante la fioritura.
Sensibilità alle malattie e alle avversità
E’ una pianta sensibile all’oidio, specialmente durante la fioritura. Sensibile anche alla peronospora, resiste bene ai marciumi.
(Note agronomiche di Cataldo Ferrari)
(Ricerche bibliografiche di Cosimo Ricciato)

