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	<title>Cantele Vini Blog &#187; Chardonnay</title>
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	<description>Il blog dei vini del Salento di Cantele: Negroamaro, Primitivo, Chardonnay, Fiano, Malvasia Nera, ...</description>
	<lastBuildDate>Sat, 31 Dec 2011 11:54:08 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La vendemmia 2011 in Puglia (Salento): report conclusivo</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 08:49:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La tentazione di dire che la vendemmia 2011 è stata “quasi” facile, mi ha solleticato per qualche istante. Poi ho pensato che, in ogni caso, non bisogna mai dire una cosa del genere, per scaramanzia futura! Ma soprattutto ho pensato a quante me ne avrebbe dette <strong>Cataldo Ferrari</strong>, il nostro agronomo che ha portato a termine una stagione da incorniciare. Sono ormai molti anni che lavoriamo insieme e ho imparato ad apprezzarne la professionalità e la passione che mette nel suo lavoro. E se avessimo voluto cercare una ulteriore prova della sua grande sensibilità nell’interpretare una viticoltura di qualità unita al rispetto per l’ambiente, l’annata 2011 lo è stata senza dubbio.</p>
<p><span id="more-2903"></span>
<p style="text-align: justify;">La stagione è cominciata in netto ritardo rispetto alla norma, a causa di un inverno che non voleva proprio mollare la presa. L’inizio della primavera, piuttosto fredda e piovosa, non ha consentito di recuperare il tempo perso. Una fioritura non particolarmente abbondante ha contribuito al calo di produzione che ha caratterizzato la vendemmia appena finita.</p>
<p><a href="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2011/10/negroamaro.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2909" title="negroamaro" src="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2011/10/negroamaro.jpg" alt="" width="660" height="496" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Da giugno in poi abbiamo perso ogni traccia di eventuali precipitazioni. Il che è stato molto positivo per l’aspetto fitosanitario, ma ha messo a dura prova i vigneti che, per fortuna, sono andati a cercare in profondità l’acqua che le piogge invernali avevano depositato in abbondanza. La tramontana e il maestrale, i venti che portano aria fresca e asciutta, hanno accompagnato il nostro lavoro quasi costantemente, lasciando per fortuna poco spazio allo scirocco e alle sue umide foschie. La maturazione, è stata una cavalcata piuttosto veloce per le uve precoci, come Chardonnay, Fiano, Primitivo, Merlot e Syrah, mentre il Negroamaro, Malvasia nera e l’Aglianico hanno avuto una progressione lenta e costante.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista dei risultati, sono in generale molto soddisfatto e se volessi annotare nella memoria le immagini che meglio descrivono questa annata, di sicuro penserei al bellissimo colpo d’occhio dei vigneti, al colore verde brillante delle foglie in pieno agosto e ai grappoli di negroamaro perfettamente integri e senza la minima traccia di Botritys. A fine settembre non è poi così scontato, nelle annate normali.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ogni anno, lo <strong>Chardonnay</strong> è stata la prima uva a “sporcare” le diraspatrici. Uve sanissime, ottimo livello di maturazione che ha penalizzato un po’ l’acidità, ma con buoni pH salvaguardati anche dalla decisione di non intervenire con irrigazioni di soccorso, durante i giorni più caldi. Poteva essere una scelta azzardata, ma le piante non hanno sofferto e i risultati ci hanno ripagato. Lo chardonnay base è in affinamento sur lies in serbatoi di acciaio, mentre il Teresa Manara 2011, dopo essere stato travasato in barrique a 2/3 della fermentazione, ora sosta sulle fecce sottili e in alcune botti è già cominciata la fermentazione malo-lattica. E’ sempre difficile fare previsioni in questa fase, ma mi sembra tutto molto buono.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Fiano</strong>, quest’anno, è arrivato in cantina a piccole ondate a partire dal 26 agosto fino ai primi di settembre. Maturo al punto giusto, con acidità non inferiore a 6,5 g/l e pH 3,30. Questa varietà non smette di stupirmi. OK, non è pugliese (anche se il prof. Antonio Calò è certo del contrario……) ma dove lo troviamo un vitigno bianco che alle nostre latitudini si comporta così? Anche questo vino è all’inizio dell’affinamento sui lieviti in acciaio e resto dell’idea che sia poco sensato il suo passaggio in legno che ne travolgerebbe i profumi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Primitivo</strong> ha  dato inizio alla vendemmia delle uve nere negli ultimi giorni di  agosto, mentre le nostre spiagge erano ancora affollate di turisti. A causa della perdurante siccità, alcuni vigneti ad alberello hanno sofferto un po’, mentre bellissimi risultati sono arrivati, quasi inaspettati, dalle  controspalliere più “attempate”. Mi ripeto, dicendo che le uve erano sanissime, ma è in effetti la più bella costante di questa vendemmia. Grado alcolico abbastanza elevato, ma temevo molto peggio. Buon colore e profumi netti e decisi, chissà cosa succederà a fermentazione malolattica completata. Intanto le barrique di <strong>Amativo 2011</strong> hanno già trovato posto in bottaia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Merlot</strong> e <strong>Syrah</strong>, i vitigni della nuova era <strong>Varius</strong> …….. ops, potevo già dirlo, Paolo?  Dicevo, eccellenti risultati per lo sperimentato Merlot, ormai quasi pronto per cominciare l’affinamento in legno. Il Syrah è l’unico vitigno che per sua sensibilità specifica, ha sofferto per la siccità. Speriamo che questo non ne pregiudichi la tenuta nel tempo. E qui tocca al winemaker far valere le sue competenze…..</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Negroamaro</strong> rappresenta in assoluto la nota più gratificante della vendemmia 2011. Il mio scarso ottimismo di fine agosto mi ha portato a scommettere con Cataldo sulla difficoltà di una buona riuscita della maturazione di questa uva. Ho perso. E non potete immaginare quanto sia contento di dover pagare la cena che era in gioco.<br />
La progressione non è stata esaltante e il timore di possibili piogge non mi ha fatto dormire sonni tranquilli. Ma acqua dal cielo se n’è vista proprio poca e il perfetto stato sanitario delle uve ci ha consentito di ritardare le raccolte, raggiungendo ottimali livelli di maturazione. Mi sbilancio: rosati e rossi da Negroamaro saranno molto buoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di chiudere, vorrei ringraziare (in rigoroso ordine alfabetico, così nessuno si offende) <strong>Angelo, Carmine, Enrico, Gustavo, Marcello e Mimino</strong>, valenti e testardi viticoltori dell’area del Salice Salentino DOP, che oltre alla loro sincera amicizia, mi danno giornaliera dimostrazione di quanto si può amare il proprio lavoro ed un vitigno avaro, scostante ma meraviglioso come il Negroamaro.</p>
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		<title>Shake and bake presenta “Rollata di coniglio alle olive”</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 11:43:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2011/08/rollè1.jpg"><img src="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2011/08/rollè1.jpg" alt="" title="rollè" width="610" height="448" class="aligncenter size-full wp-image-2838" /></a></p>
<p>E&#8217; di <strong>Gaia Borroni</strong>, aka <a href="http://www.shakeandbake.it/" target="_blank">Shake and Bake</a>, la sesta ricetta dell&#8217;iniziativa &#8220;<a href="http://www.cantelevini.com/i-vini-di-cantele-incontrano-i-food-blogger/" target="_blank">I vini Cantele incontrano i food blogger</a>&#8220;. La cosa che mi ha piacevolmente colpito sin dalla prima ricetta è la grande l&#8217;attenzione che ciascun food blogger ha avuto nei confronti del vino che avrebbe poi abbinato. Attenzione che alla fine è diventata una vera e propria analisi organolettica. Anche Gaia non si è sottratta ad un accurato studio del <a href="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2010/12/it_tm_chardonnay.pdf" target="_blank">Teresa Manara Chardonnay</a>: &#8220;<em>Per non sentirmi in qualche modo influenzata non ho letto prima la scheda tecnica che vi ho linkato, ho preferito affidarmi ai miei sensi: lo sorseggiavo e cercavo di capire che cosa potesse andare in abbinamento fin tanto che mi sono impuntata sulle carni bianche per arrivare alla scelta del coniglio che a mio avviso si sarebbe ben prestato con questo vino in una preparazione semplice ma saporita e così ho scelto di preparare un arrosto di coniglio con olive, o meglio: <strong><a href="http://www.shakeandbake.it/2011/08/rollata-di-coniglio-alle-olive/" target="_blank">una rollata di coniglio con ripieno alle olive</a></strong></em>&#8220;.<br />
Volete sapere chi è Gaia? Ve la presento:<br />
<span id="more-2815"></span><br />
<strong>Descriviti in 140 caratteri</strong><br />
<em>Foodblogger dalla notte dei tempi e pasticcera per vocazione, amo cucinare e studiare il mondo del food,dalle materie prime alle interazioni fra gli ingredienti.</em></p>
<p><a href="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2011/08/rollè_chardonnay.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2819" style="margin-left: 0px; margin-right: 10px; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" title="rollè_chardonnay" src="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2011/08/rollè_chardonnay.jpg" alt="" width="300" height="451" /></a><strong>Cosa ti ha spinto a partecipare a questa iniziativa?</strong><br />
<em>Ho letto dell’iniziativa tramite twitter che mi ha rimandata al post sul vostro blog in cui venivano delineate le linee guida di questo contest e mi è piaciuta subito l’idea di poter abbinare a dei piatti cucinati da noi foodblogger con dei vini tutti diversi e ognuno con la propria personalità; Sono onesta quando dico di non essere un’intenditrice di vini, ma sto cercando di imparare a conoscerli in modo da affinare anche i miei gusti e a spaziare così da crearmi un personale bagaglio di preferenze da poter condividere e accrescere ogni giorno. Ho pensato che un’iniziativa simile potesse essere ideale per incontrare nuovi vini che ancora non avevo avuto modo di conoscere ed apprezzare.</em></p>
<p><strong>E’ la prima volta che bevi un vino di Puglia?</strong><br />
<em>Si è stata la prima volta con un vino pugliese e ha risposto alle mie aspettative; io che sono lombarda di nascita ma con radici piemontesi ho imparato a conoscere maggiormente i vini del nostro territorio come la Barbera o l’Arneis ma come con il buon cibo anche per il vino è necessaria una nuova educazione e quindi provare dei vini nuovi e che arrivano da regioni climaticamente diverse credo che sia fondamentale per imparare qualcosa di nuovo.</em></p>
<p><strong>Perché hai pensato proprio a questa ricetta?</strong><br />
<em>Perché quando ho assaggiato questo Chardonnay Teresa Manara 2010 ho subito pensato ad una carne bianca; è stato un collegamento immediato e da lì è partito il ragionamento che mi ha portata a scegliere il coniglio e il ripieno della rollata; siamo in estate e la scena che mi sono immaginata è stata di un pranzo all’aperto in un giorno di vacanza, magari in campagna sotto ad un pergolato: cibo semplice ma curato, lo Chardonnay fresco da sorseggiare in compagnia.</em></p>
<p><strong>Raccontaci una curiosità sull’abbinamento</strong><br />
<em>La scelta del ripieno per la rollata è stata molto combattuta, le idee alla base erano due: un ripieno totalmente “vegetariano” e uno più saporito con olive e salsiccia; per non sbagliare li ho preparati entrambi e ho sottoposto il mio fidanzato, che in casa mi fa da critico senza pietà, all’assaggio di entrambi in abbinamento allo Chardonnay! Inutile dire che ha vinto la “ciccia” e quindi il ripieno più corposo.</em></p>
<p>In attesa di conoscere la prossima ricetta realizzata da <a href="http://senzapanna.blogspot.com/" target="_blank">Senza Panna</a> (dovete aspettare settembre), vi lascio alla consueta magistrale &#8220;lezione&#8221; del Sommelier Informatico più famoso del web <a href="http://vinodaburde.simplicissimus.it/andreagori/" target="_blank">Andrea Gori</a>.<br />
A presto!</p>
<p><object width="610" height="487"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rZEGl7q4uZ4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/rZEGl7q4uZ4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="610" height="487" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Jasmine e Manuel (Labna) presentano “Chowder di merluzzo”</title>
		<link>http://www.cantelevini.com/2011/06/jasmine-e-manuel-labna-amore-in-cucina-presentano-un-chowder-di-merluzzo-abbinato-allo-chardonnay/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 07:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chardonnay]]></category>
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		<description><![CDATA[Jasmine e Manuel, autori del blog Labna (Amore in cucina), sono anche gli artefici della ricetta di giugno creata in...<br /><a class="more-link" href="http://www.cantelevini.com/2011/06/jasmine-e-manuel-labna-amore-in-cucina-presentano-un-chowder-di-merluzzo-abbinato-allo-chardonnay/">Read More</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2011/06/chowder1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2634" title="chowder" src="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2011/06/chowder1.jpg" alt="" width="610" height="607" /></a></p>
<p>Jasmine e Manuel, autori del blog <a href="http://www.labna.it/" target="_blank">Labna (Amore in cucina)</a>, sono anche gli artefici della ricetta di giugno creata in esclusiva per la nostra iniziativa <a href="http://www.cantelevini.com/i-vini-di-cantele-incontrano-i-food-blogger/" target="_blank">I vini Cantele incontrano i food blogger</a>. Si tratta di un <strong>Chowder di merluzzo con porri, cannellini ed erbe aromatiche</strong>. Come gli stessi Jasmine e Manuel spiegheranno, il Chowder è una zuppetta di pesce, spesso di molluschi, da servire tiepida. Un piatto semplice e delicato che si abbina molto bene al nostro Chardonnay vinificato e affinato in serbatoi di acciaio. Niente &#8220;legno&#8221; quindi, lasciando spazio solo alla freschezza e alla mineralità. <a href="http://www.labna.it/chowder-di-merluzzo-con-porri-e-fagioli-cannellini.html" target="_blank">Qui</a> potete leggere la ricetta completa. Nel video che trovate alla fine del post, <a href="http://vinodaburde.simplicissimus.it/andreagori/" target="_blank">Andrea Gori</a> farà una esaustiva analisi sensoriale  dello <a href="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2010/12/it_chardonnay.pdf" target="_blank">Chardonnay</a>.</p>
<p><span id="more-2633"></span><br />
Consueta &#8220;intervista&#8221; anche per Jasmine e Manuel:</p>
<p><strong>Descrivetevi in 140 caratteri</strong><br />
<em>Jasmine, foodie Canon-addicted + Manuel, nerd gourmand = Labna (Amore in cucina)</em></p>
<p><strong>Cosa vi ha spinto a partecipare a questa iniziativa?</strong><br />
<em>La curiosità, naturalmente! Io e Manuel non siamo dei fini intenditori di vino, ma ci piace imparare, sperimentare, avventurarci anche tra le cose che non conosciamo (ancora) per scoprirne i segreti. Il mondo del vino per noi ha qualcosa di inesplorato e magico: tutti i sapori ci stupiscono e ci emozionano!</em></p>
<p><a href="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2011/06/chowder_chardonnay.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2655" style="margin-left: 0px; margin-right: 10px; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" title="chowder_chardonnay" src="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2011/06/chowder_chardonnay.jpg" alt="" width="300" height="450" /></a><strong>E’ la prima volta che bevete un vino di Puglia?</strong><br />
<em>In tutta onestà, pensiamo di sì. Un&#8217;esperienza da ripetere!</em></p>
<p><strong>Perché avete pensato proprio a questa ricetta?</strong><br />
<em>Abbiamo inventato appositamente questa ricetta perchè è delicata ma ricca di profumi.  Lo chardonnay Cantele infatti ha qualcosa di erbaceo al naso che ci ha fatto subito pensare a un piatto aromatizzato e profumato con timo, alloro, maggiorana et similia. Il latte di cocco migliora la consistenza del chowder senza appesantire il piatto e i fagioli cannellini aggiungono sostanza, avvolgendo il pesce in una crema densa ma leggera. In un secondo momento abbiamo pensato di aggiungere i porri, che hanno una piacevole somiglianza con il colore giallo paglierino, a tratti verdino, del vino, perchè anche l&#8217;occhio vuole la sua parte!</em></p>
<p><strong>Raccontateci una curiosità sull’abbinamento</strong><br />
<em>Una cosa curiosa potrebbe celarsi già nel titolo. Un chowder è una zuppa di pesce, di solito molluschi, che si serve generalmente fredda, ma nessuno conosce l&#8217;etimologia esatta della parola. Il termine potrebbe derivare dal nome francese della pentola in cui si cucina il pesce, chaudière, ma anche dall&#8217;inglese arcaico jowter, che significa venditore ambulante di pesce. Qualsiasi sia l&#8217;origine del termine e comunque vogliate chiamare questa ricetta, sappiatelo: è deliziosa!</em></p>
<p>Non perdete il prossimo appuntamento con i food blogger! Nel mese di luglio le ricette saranno due. Abbiamo chiesto ad Enrico (<a href="http://lefrancbuveur.blogspot.com/" target="_blank">Le franc buveur</a>) e a Sonia (<a href="http://www.nelpaesedellestoviglie.com/" target="_blank">Nel paese delle stoviglie</a>) di abbinare lo stesso vino, il Rosato di Negroamaro, a due piatti completamente differenti: uno di carne, l&#8217;altro di pesce.</p>
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		<title>Vendemmia 2010: prime valutazioni</title>
		<link>http://www.cantelevini.com/2010/10/vendemmia-2010-prime-valutazioni/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Oct 2010 09:25:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aglianico]]></category>
		<category><![CDATA[Chardonnay]]></category>
		<category><![CDATA[Fiano]]></category>
		<category><![CDATA[Malvasia Nera]]></category>
		<category><![CDATA[Negroamaro]]></category>
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		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[Vinificazione]]></category>
		<category><![CDATA[amativo 2010]]></category>
		<category><![CDATA[antonio calò]]></category>
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		<category><![CDATA[vendemmia puglia 2010]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono in colpevole ritardo sulla pubblicazione del post “vendemmiale”, ma ora che in cantina i ritmi rallentano (non così tanto,...<br /><a class="more-link" href="http://www.cantelevini.com/2010/10/vendemmia-2010-prime-valutazioni/">Read More</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2010/10/vendemmia_negroamaro_2010.jpg" alt="vendemmia_negroamaro_2010" width="595" height="446" class="aligncenter size-full wp-image-1221" /><br/>Sono in colpevole ritardo sulla pubblicazione del post “vendemmiale”, ma ora che in cantina i ritmi rallentano (non così tanto, in verità), si può fare un primo bilancio sulle produzioni dell’annata 2010.<br />
<span id="more-1218"></span>Sono molto soddisfatto dei risultati ottenuti per bianchi, rosati e rossi, anche se le piogge di inizio settembre ci hanno tenuto un po’ in apprensione, soprattutto per le uve a maturazione più tardiva, Negroamaro e Aglianico.<br />
A questo proposito, è doveroso sottolineare che la perfetta integrità fitosanitaria delle uve 2010 conferma, ammesso che ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia importante la corretta gestione agronomica e una attenta e puntuale analisi dei rischi fitosanitari. Tutto questo si traduce nel concetto di <strong>difesa integrata, basso impatto ambientale e prodotti più sani</strong>.<br />
Per  tutto questo devo ringraziare <strong>Cataldo Ferrari</strong>, il nostro agronomo da ormai 10 anni, che ha il merito di rendere più facile il mio lavoro in cantina nella vinificazione delle uve dei nostri vigneti e di quelle di alcuni valenti viticoltori che da alcuni anni seguono le sue indicazioni e con i quali condividiamo il comune obiettivo di migliorare il livello qualitativo delle nostre produzioni.</p>
<p>La nostra vendemmia 2010 è iniziata il 18 agosto con l’introduzione in cantina delle prime uve <strong>Chardonnay</strong>. L’estate senza forti oscillazioni di temperatura e con picchi quasi mai torridi e la totale assenza di precipitazioni, ha favorito una ottimale maturazione dello Chardonnay che già durante la fermentazione mi ha dato l’impressione di essere più carico in profumi rispetto al 2009 e anche più pieno e lungo in bocca. Ho grandi aspettative sul <strong>Teresa Manara Chardonnay 2010</strong> di cui seguo personalmente i batonnage quotidiani, necessari a tenere in sospensione il prezioso “feccino”, e l’andamento della fermentazione malolattica su un numero limitato di barrique. Le degustazioni sono molto piacevoli!</p>
<p>Commento analogo si può fare sul <strong>Fiano</strong>, raccolto alla fine di agosto, che come al solito sorprende per i valori di acidità totale e pH, così vicini ai valori dell’enologia teorica, così lontani dal concetto, purtroppo ancora troppo diffuso, che il Sud “pianeggiante” non possa esprimere bianchi di buon livello. Al momento mi risulta più difficile esprimere un giudizio su questo vino che ha tempi di evoluzione e maturazione più lunghi rispetto allo Chardonnay, ma mi sembra almeno sui livelli della precedente annata.<br />
Sarà un altro anno di sperimentazione e valutazioni dei risultati ottenuti da questo vitigno considerato non autoctono, ma di fatto di ritorno in Puglia, visto che recenti pubblicazioni  del Prof. Antonio Calò ne confermano la presenza in epoche lontane, con documenti scritti risalenti alla seconda metà del 19° secolo, anche se sembra si possa addirittura andare più indietro fino ai tempi di Federico II.</p>
<p><img src="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2010/10/chardonnay_ghiaccio_secco.jpg" alt="chardonnay_ghiaccio_secco" width="595" height="492" class="aligncenter size-full wp-image-1226" /><br />
Come ogni anno, le prime uve nere a entrare in cantina sono quelle di <strong>Primitivo</strong>. Le selezioni da vecchi vigneti allevati ad alberello in prossimità del mare, sia versante adriatico che Jonico, come al solito più precoci, sono state vendemmiate alla fine di agosto. Buona la concentrazione e il colore, con la tipica sfumatura violacea, profumi molto intensi e speziati. Ora sono in attesa di rivalutarli alla fine della fermentazione malo-lattica, già perfettamente avviata, anche per scegliere quello che andrà ad articolare il blend dell’<strong>Amativo 2010</strong>.</p>
<p>Il <strong>Negroamaro</strong>, dal quale ci aspettavamo una annata storica, è stata la varietà che più ha risentito delle piogge di inizio settembre. Dopo un inizio di stagione stentato a causa delle temperature primaverili al di sotto delle medie stagionali, è stato un crescendo che ha portato ad una sbalorditiva, quasi totale invaiatura già nei primi giorni di agosto.<br />
La pioggia ci ha costretti a rivedere i piani vendemmiali, ritardando la raccolta di alcuni giorni, ma grazie “all’ottima salute” di cui godevano i grappoli di Negroamaro, non ci sono stati ulteriori problemi. Le prime svinature mi danno comunque delle buone indicazioni su una annata che sarà caratterizzata da profumi netti e piuttosto intensi, colore vivace con intensità media, tannini un po’ spigolosi ma che potranno essere addomesticati grazie ad una corretta permanenza in legno. In ogni caso il lavoro è ancora lungo, considerando che una buona parte delle uve negroamaro è ancora in macerazione e saranno svinate nei prossimi giorni e che dovremo attendere la fine della fermentazione malolattica per avere un quadro complessivo.</p>
<p>Ultimo cenno lo merita il <strong>rosato da Negroamaro</strong>. Come sempre prodotto per svinatura di una piccola percentuale di mosto dopo un contatto con le bucce, che quest’anno ha in alcuni casi superato le 24 ore, beneficia del pH relativamente basso (3.30-3.40) che ha caratterizzato la varietà in questa vendemmia. L’intensità del colore è leggermente inferiore al 2009, ma freschezza e profumi caratterizzeranno senz’altro la produzione 2010. La permanenza sulle fecce sottili, che si prolungherà ancora per circa un mese, ne aumenterà struttura e rotondità e complessità olfattiva.</p>
<p>Il bello del mio lavoro è che non affronterò mai una vendemmia uguale alla precedente e questo mi mette al riparo dalla noia! Per chi ama il vino, invece, è proprio questa variabilità che consente di parlarne all’infinito e ogni volta come se fosse la prima volta.</p>
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		<title>Vendemmia 2010: si comincia!</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 09:16:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chardonnay]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[chardonnay salento]]></category>
		<category><![CDATA[vendemmia 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Comincia ufficialmente oggi la vendemmia 2010. Alle 4.30 del mattino sono stati tagliati i primi grappoli nelle tenute da cui...<br /><a class="more-link" href="http://www.cantelevini.com/2010/08/vendemmia-2010-si-comincia/">Read More</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2010/08/chardonnay_2010.jpg" alt="chardonnay_2010" title="chardonnay_2010" width="595" height="522" class="aligncenter size-full wp-image-1203" /><br />
Comincia ufficialmente oggi la vendemmia 2010. Alle 4.30 del mattino sono stati tagliati i primi grappoli nelle tenute da cui viene prodotto ogni anno lo Chardonnay &#8220;base&#8221;. I primi dati analitici sono confortanti: acidità totale 6.8, ph 3.33, babo 18.80, per un vino tendenzialmente fresco, con buona acidità e non eccessivamente alcolico. Queste ovviamente le prime impressioni. Cercheremo di farvi vivere in dettaglio tutti i momenti di questa vendemmia che dovrebbe regalarci grandi soddisfazioni (incrociamo le dita!). Continuate a seguirci sul nostro blog e sugli altri social network: <a href="http://www.facebook.com/cantelevini">Facebook</a>, <a href="http://twitter.com/cantelewines">Twitter</a> e <a href=" http://www.flickr.com/photos/cantelewines/">Flickr</a>!</p>
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		<title>Cantele WinExperience, ricette pugliesi: grano &#8220;stumpatu&#8221; allo scoglio</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 10:33:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bianco]]></category>
		<category><![CDATA[Chardonnay]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[cantele winexperience]]></category>
		<category><![CDATA[chardonnay salento]]></category>
		<category><![CDATA[grano stumpatu]]></category>
		<category><![CDATA[ricette dell'orso]]></category>
		<category><![CDATA[ricette puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante si fosse rifugiato nella sua tana estiva, Orso ha dimostrato ancora una volta talento e dedizione per il sesto...<br /><a class="more-link" href="http://www.cantelevini.com/2010/08/cantele-winexperience-ricette-pugliesi-grano-stumpatu-allo-scoglio/">Read More</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2010/08/grano_stumpatu.jpg" alt="grano_stumpatu" title="grano_stumpatu" width="595" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-1146" />Nonostante si fosse rifugiato nella sua tana estiva, Orso ha dimostrato ancora una volta talento e dedizione per il sesto appuntamento con Cantele WinExperience e le sue ricette. Neanche il forte vento di tramontana ha impedito al nostro Chef di mettere in pratica la sua grande esperienza di sub, affrontando le onde di un mare Adriatico decisamente impetuoso (vabbè, sto romanzando un po&#8217;, ma vi assicuro che è tutto vero!) e pescando alcuni degli ingredienti per uno dei migliori piatti cucinati fino ad ora: grano &#8220;stumpatu&#8221;allo scoglio (con cozze, granchi e polpo).</p>
<p><span id="more-1145"></span><img src="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2010/08/granchio.jpg" alt="granchio" title="granchio" width="300" height="200" class="alignleft size-full wp-image-1178" /><strong>Ingredienti</strong></p>
<p>- 280 gr di grano &#8220;stumpatu&#8221;<br />
- 1 kg di cozze nere<br />
- 12 pomodorini rossi<br />
- 20 granchi di scoglio (pelose)<br />
- 1/2 kg di polpo<br />
- Olio extra vergine d&#8217;oliva<br />
- Pepe nero<br />
- Aglio<br />
- Prezzemolo<br />
<strong>Preparazione</strong></p>
<p>&#8220;<em>Stumpatu</em>&#8220;, in dialetto leccese, significa pestato. Questo tipo di grano fu riscoperto soprattutto durante il secondo conflitto mondiale, quando i contadini erano obbligati a portare il grano all&#8217;ammasso (andare al mulino era un reato). Allora furono recuperati gli antichi grandi mortai di pietra, gli stompi. A casa dei contadini il grano franto (<em>cranu stumpatu</em>) si faceva spesso, ed una volta tolto dallo stompu, si passava al setaccio usato solitamente per la farina d&#8217;orzo le cui maglie erano meno fitte di quelle per la farina di grano. Certe donne cuocevano il grano pestato, lo condivano con il sugo di pomodoro preparato contemporaneamente in altra casseruola e lo lasciavano insaporire. Poi lo versavano in un tegame alto smaltato, lo sistemavano in una sporta di vimini e lo portavano in campagna per il pasto della famiglia. Per avere qualche info in più vi suggerisco di dare un&#8217;occhiata a questo <a href="http://www.asa-press.com/s-frumento.html">link</a>.</p>
<p><img src="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2010/08/chardonnay2.jpg" alt="chardonnay" title="chardonnay" width="300" height="284" class="alignleft size-full wp-image-1180" />In un tegame di terracotta, mettere un paio di cucchiai d&#8217;olio extra vergine d&#8217;oliva, uno spicchio d&#8217;aglio, tutti i granchi e mezzo bicchiere di Chardonnay. Dopo un paio di minuti, evaporato il vino, aggiungere il polpo a pezzetti e i pomodorini interi. Cuocere per 40 minuti. Prendere le cozze ben lavate, e farle aprire in una pentola con fiamma vivace. Una volta che le cozze si saranno aperte completamente, spegnere il fuoco e lasciarle raffreddare. Filtrare l&#8217;acqua e tenerla da parte per salare successivamente il piatto. Fare bollire il grano &#8220;stumpatu&#8221; per circa 40 minuti. Il consiglio è comunque di assaggiarlo, di tanto in tanto, per capire se la cottura è a buon punto. Quando il grano è pronto, svuotare dal guscio metà delle cozze e versarle nel tegame insieme al polpo, ai granchi, ai pomodorini e all&#8217;altra metà delle cozze con i gusci. Scolare bene il grano, unirlo al sughetto e lasciarlo in cottura per altri 5 minuti, aggiungendo l&#8217;acqua delle cozze precedentemente filtrata (in questo modo non sarà necessaria alcuna aggiunta di sale). Impiattare, ultimando con pepe nero macinato e un trito di prezzemolo.</p>
<p> Il vino in abbinamento per questo piatto è lo <a href="http://www.cantele.it/public/vini/pdf/chardonnay_i.pdf">Chardonnay 2009</a>, fermentazione ed affinamento in serbatoi in acciaio, immediato e piacevole, perfetto per esaltare i sapori dello &#8220;scoglio&#8221;. Potete scaricare la ricetta di questo mese da <a href="http://www.cantelevini.com/we/ricette_pugliesi_cantele_luglio10.pdf">qui</a>, con disegni e foto realizzati come sempre da <a href="http://www.elisacosta.com">Elisa Costa</a>.</p>
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		<title>Cantele WinExperience, ricette pugliesi: &#8220;purpu&#8221; alla pignata</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 11:31:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chardonnay]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[cantele winexperience]]></category>
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		<category><![CDATA[purpu pignata]]></category>
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		<description><![CDATA[Per la ricetta di questo mese, Orso si è indirizzato verso qualcosa di decisamente più estivo e tipicamente salentino: purpu...<br /><a class="more-link" href="http://www.cantelevini.com/2010/06/cantele-winexperience-ricette-pugliesi-purpu-alla-pignata/">Read More</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-886" title="purpu_pignata.jpeg" src="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2010/06/l_595_400_DF79FAE2-3E4A-4924-B7BF-3ECBEAC7493A.jpeg" alt="purpu_pignata.jpeg" width="595" height="400" />Per la ricetta di questo mese, Orso si è indirizzato verso qualcosa di decisamente più estivo e tipicamente salentino: purpu alla pignata, cioè il polpo cucinato nella pentola in terracotta usata anticamente per cuocere sul fuoco del camino quelle pietanze che necessitavano di molte ore di cottura, come i legumi. Lo Chardonnay Teresa Manara compagno di abbinamento.</p>
<p><span id="more-884"></span><img class="alignleft size-full wp-image-889" title="purpu_pignata_ingredienti.jpeg" src="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2010/06/p_373_280_4A4E2F6F-A718-43F8-8920-C73D1D02427C.jpeg" alt="purpu_pignata_ingredienti.jpeg" width="280" height="373" /><strong>Ingredienti</strong></p>
<p>- 1.200 gr di polpo<br />
- 4 cipolle medie<br />
- 1 spicchio d&#8217;aglio<br />
- 4/5 pomodori ciliegini<br />
- 1 mazzetto di prezzemolo<br />
- Olio extra vergine d&#8217;oliva<br />
- 200 gr olive Kalamata</p>
<p><strong>Preparazione</strong></p>
<p>Al fine di ammorbidire il polpo, arricciarlo battendolo a lungo su una superficie rigida. I pescatori sono soliti arricciare il polpo sugli scogli dopo averlo pescato. In alternativa, tenerlo in ghiacciaia per uno o due giorni. Tagliare finemente le cipolle e il prezzemolo. Tagliare il polpo a pezzetti e sciacquarlo. Unire nella pignata il polpo, uno spicchio d&#8217;aglio, i pomodorini interi, il prezzemolo e quattro cucchiai d&#8217;olio extra vergine d&#8217;oliva. Fare cuocere a fuoco moderato per circa un&#8217;ora, fino a quando il polpo non avrà raggiunto la morbidezza desiderata, senza aggiungere ne acqua ne sale. A fine cottura versare il polpo in una padella insieme alle olive Kalamata. Fare cuocere il tutto a fuoco vivace per un paio di minuti e servire.</p>
<p><img src="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2010/06/olive_kalamata.jpg" alt="olive_kalamata" title="olive_kalamata" width="280" height="373" class="alignleft size-full wp-image-897" />Per questa ricetta abbiamo voluto usare una cultivar di olive di origine greca, Kalamata, che prende il nome dall&#8217;omonima città che si trova a sud del Peloponneso ma coltivata nel Salento dalla mia amica Elena (per maggiori informazioni potete consultare il sito <a href="http://www.lesaittole.com">www.lesaittole.com</a>).<br />
È un oliva dalla drupe di dimensioni medio-grandi e dal nocciolo molto piccolo che si distacca agevolmente dalla polpa. Si coltiva come oliva nera da tavola, proprio come se fosse un frutto (mela, pera), si lascia maturare sul ramo avendo l&#8217;accortezza di raccoglierla rigorosamente a mano e viene conciata &#8220;alla greca&#8221; con una salamoia di olio extra vergine di oliva e aceto.</p>
<p>Probabilmente anche un rosato avrebbe trovato facilmente spazio in questa ricetta (ho l&#8217;impressione che troverebbe spazio in quasi tutte le ricette a dimostrazione, non mi stancherò mai di ripeterlo, della sua grande versatilità), alla fine però, abbiamo deciso di provare lo <a href="http://www.cantele.it/public/vini/pdf/teresamanarabianco_i.pdf">Chardonnay Teresa Manara</a>, vendemmia 2008, 10 mesi di affinamento in barriques. Seguendo le semplici ma sempre valide regole della contrapposizione, notiamo che la succulenza e l&#8217;untuosità del piatto vengono arginate dall&#8217;acidità e dalla buona struttura del vino, così come la morbidezza data dall&#8217;alcolicità (13,5%vol) e dal rovere francese mitiga l&#8217; acidità dei pomodorini comunque sempre piacevole.<br />
Scaricate da <a href="http://www.cantelevini.com/we/ricette_pugliesi_cantele_maggio10.pdf">qui</a> il pdf della ricetta di Orso, completa di foto e disegni realizzati da Elisa Costa.</p>
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		<title>La nuova veste di Teresa Manara</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 07:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mancano solo pochi giorni e poi le macchine cominceranno a girare. Mi sembra di percepirne l&#8217;odore&#8230; I colori saranno mescolati,...<br /><a class="more-link" href="http://www.cantelevini.com/2010/05/la-nuova-veste-di-teresa-manara/">Read More</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-874" title="teresamanara" src="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2010/05/teresamanara.jpg" alt="teresamanara" width="595" height="250" />Mancano solo pochi giorni e poi le macchine cominceranno a girare.<br />
Mi sembra di percepirne l&#8217;odore&#8230;<br />
I colori saranno mescolati, mentre le lastre, lucide, saranno preparate per definire ogni linea.<br />
La carta è già pronta, le capsule sono state scelte. Le parole anche.<br />
E sulle parole abbiamo discusso proprio tanto.<br />
Ci auguriamo vi piaceranno, perchè rispecchiano l&#8217;anima di una donna,<br />
il suo pensiero e l&#8217;amore per una terra, raggiunta dopo un lungo viaggio.<br />
Ma non vogliamo dirvi di più. Preferiamo siano le immagini a parlare.<br />
Non ci sarà da aspettare molto.<br />
Le nuove etichette del Teresa Manara Chardonnay e Negroamaro stanno arrivando.</p>
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		<title>Chardonnay e Rosato di Negroamaro: ecco i primi vini della vendemmia 2009</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 14:07:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gennaio è sempre un mese particolare. Subito dopo i “bagordi” natalizi, che quest’anno mi hanno visto stappare non poche meravigliose...<br /><a class="more-link" href="http://www.cantelevini.com/2010/01/chardonnay-e-rosato-di-negroamaro-ecco-i-primi-vini-della-vendemmia-2009/">Read More</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-409 alignleft" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" title="rosato_09" src="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2010/01/rosato_09.JPG" alt="rosato_09" width="301" height="222" />Gennaio è sempre un mese particolare. Subito dopo i “bagordi” natalizi, che quest’anno mi hanno visto stappare non poche meravigliose bollicine (alcune di queste bevute durante la fantastica cena organizzata da <a href="http://www.gianfrancofino.it/">Gianfranco e Simona Fino</a>, bravissimi produttori di Primitivo di Manduria), si presentano due appuntamenti molto importanti: le potature dei vigneti e l’imbottigliamento dei primi vini della vendemmia da poco conclusa. Le potature vengono fatte verso la fine di gennaio e rappresentano i primi passi di un percorso lungo e affascinante che si conclude nel periodo agosto/settembre con la raccolta delle uve. Un’ operazione importante per la regolazione dell’equilibrio vegetativo e produttivo della vite, indispensabile per l’impostazione quantitativa e qualitativa del vigneto.<br />
<span id="more-408"></span></p>
<p>I primi vini  pronti per essere imbottigliati in questo periodo, invece,  sono lo Chardonnay e il Rosato di Negroamaro, in questo caso entrambi con annata 2009.<br />
Nonostante le cure e le attenzioni con cui si lavora durante l’anno e le prime confortanti degustazioni di novembre, c’è sempre una certa apprensione per il risultato finale. I due vini rappresentano infatti una prima fotografia della vendemmia e un’idea di tutta la produzione della stessa annata. In modo particolare il rosato può dare delle indicazioni importanti su come saranno i rossi a base di Negroamaro che saranno imbottigliati non prima di due, tre anni.</p>
<p><img class="size-full wp-image-410 alignright" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" title="chardonnay_09" src="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2010/01/chardonnay_09.JPG" alt="chardonnay_09" width="301" height="222" />Chardonnay: note floreali, di tiglio e magnolia e ancora di mela e albicocca. Un’alcolicità non invadente (12,5% vol) e una sapidità che mi fa pensare ad un abbinamento con piatti di pesce non troppo elaborati. Ma sono i profumi del Rosato a sorprendermi ogni anno e che confermano la grande capacità, il grande potenziale qualitativo del Negroamaro. Petali di rosa, geranio, fragola e ciliegia creano un bouquet unico, intenso e persistente. Abbinamento a (quasi) 360° per una tipologia di vino dalla grande versatilità in cucina.</p>
<p>Sono solo le mie prime e personalissime impressioni su questi due vini che saranno commercializzati a partire dalla prossima settimana. Mi farebbe molto piacere conoscere le vostre impressioni e i vostri abbinamenti. Troverete il Rosato e lo Chardonnay 2009  nelle enoteche, nei ristoranti o, in alternativa, potete venire a trovarci in cantina e degustarli insieme a noi.<br />
Vi aspettiamo!</p>
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		<title>Una R.O.Sa. di Primitivo</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 10:51:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continua il progetto iniziato lo scorso anno legato alla campagna &#8220;Brindiamo alla vita&#8221; promossa dall&#8217;Associazione Salentina Angela Serra a sostegno...<br /><a class="more-link" href="http://www.cantelevini.com/2009/11/una-r-o-sa-di-primitivo/">Read More</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-311" style="margin: 5px;" title="rosso_AS" src="http://www.cantelevini.com/wp-content/uploads/2009/11/rosso_AS.jpg" alt="rosso_AS" width="300" height="215" />Continua il progetto iniziato lo scorso anno legato alla campagna &#8220;Brindiamo alla vita&#8221; promossa dall&#8217;Associazione Salentina Angela Serra a sostegno della R.O.Sa. (Rete Oncologica Salentina). Un&#8217; idea nata dal travolgente entusiasmo del presidente dell&#8217;associazione, il bravo Silvio Laterza, che ci propose di produrre un vino da commercializzare con una etichetta esclusiva, il cui ricavato avrebbe contribuito a sostenere il potenziamento delle attività della R.O.Sa. e lo sviluppo della ricerca.</p>
<p>Ovviamente abbiamo accolto questa richiesta con altrettanto entusiasmo e abbiamo deciso di produrre 3.000 bottiglie di Chardonnay e 3.000 di Primitivo vestite con etichette, disegnate per questo progetto da <a href="http://www.elisacosta.com">Elisa Costa</a>, che  &#8220;esprimono, in forma astratta, il desiderio del bene di vincere sul male, attraverso colori decisi, ma sfumati, come rarefatti dal vento. Il rosso rappresenta la forza di volontà, è il colore simbolo dell’amore e del cuore, della passione e della vitalità. Nell’arte paleocristiana Arcangeli e Serafini erano rappresentati da questo colore. Il blu, colore del mare e del cielo rappresenta l’energia positiva, la calma e la spiritualità. Entrambi si trasformano in giallo, simbolo del sole, dell’illuminazione e del risveglio&#8221;.</p>
<p>Un&#8217; edizione limitata che potrà essere acquistata solo attraverso i canali dell&#8217;Associazione Angela Serra.  Per avere maggiori informazioni sulle modalità di acquisto dei vini e per conoscere tutte le iniziative dell&#8217;associazione (presente anche a Modena e a Salerno) vi invito a visitare il sito ufficiale <a href="http://www.angelaserra.com">www.angelaserra.com</a>.</p>
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