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La voce del vino protetta dal “Tappo Bio”

C’è qualcosa di ostinatamente fastidioso nell’involontario difetto che pregiudica l’esito di un procedimento lento e meticoloso. Potremmo paragonarlo alla nota che il soprano stecca durante un virtuosismo apparentemente collaudato attraverso una disciplina regolarmente applicata al dono della voce, in definitiva uno strumento. Simili “steccate” – prendiamo in prestito questo modo di dire dal mondo della musica – se riportate alla dimensione del vino, vengono dette “sentori di difetti”. Il più noto è il cosiddetto “sentore di tappo” di cui il principale responsabile è un fungo, un parassita della quercia da sughero. Prima di aprire una bottiglia, così come prima dell’inizio di un concerto, è impossibile sapere se il vino prenderà una “steccata”  atterrando su una nota ( per così dire ) distorta e che l’olfatto – alla stregua dell’udito raffinato – è in grado di cogliere immediatamente. La conseguenza è un concerto di equilibri rovinati, da qui la necessità di un metodo in grado di arginare il danneggiamento irreversibile della “voce” del vino.

Malgrado l’inevitabile romanticismo legato alla lunga e densa storia dei tappi di sughero – basti pensare che è possibile rinvenirne traccia persino sulle anfore ateniesi risalenti al V sec. a. C. che attraverso precise decorazioni ne attestavano l’uso ben prima di tradizioni più note al grande pubblico -, già da tempo sono stati sostituiti con chiusure alternative appositamente studiate, fra gli altri, anche  dal colosso americano Nomacorc. La filosofia dei tappi sintetici, del resto, ha visto la nostra cantina al centro dei festeggiamenti legati al dieci miliardesimo tappo prodotto negli stabilimenti statunitensi a ridosso del 2010. Siamo fra i primi in Italia ad usare il “Tappo Bio” – il cui nome tecnico è Select Bio – adottato a ridosso della stagione di imbottigliamento 2014 e che segna, di fatto, uno spartiacque tra il prima e il dopo, un certo tipo di passato e un certo tipo di futuro di cui l’attenzione contemporanea al biologico fa parte.

Si tratta di un ulteriore miglioria a protezione di quel virtuosismo cercato dagli intenditori più esigenti in una bottiglia. Va detto che  la chiusura alternativa “carbon neutral” è riciclabile al 100% ed è realizzata con materiali di origine vegetale ottenuti dalla canna da zucchero, che, grazie alla sua natura rinnovabile, contribuisce a ridurre le emissioni di gas serra. Qualche altro dato tecnico: Select Bio previene il deterioramento e i difetti del vino, in termini di ossidazione e riduzione, garantendo costantemente la giusta quantità di ossigeno nella bottiglia. In questo modo, nessun agente esterno potrà determinare un esito diverso del concerto di perfetti equilibri per i quali un vino è stato a lungo preparato. La sua voce dirà sempre la verità.

Il nuovo tappo Select Bio sarà utilizzato per i vini della linea “base” (Chardonnay, Verdeca, Rosato, Primitivo e Negroamaro)

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